Il buio oltre la siepe

Lo sai cos’è un compromesso?
Fregare la legge?
No, è un accordo, un venirsi incontro a metà strada…

Qualche anno prima Rosa Parks non aveva voluto cedere il proprio posto in autobus, mentre di lì a poco Martin Luther King griderà il suo sogno davanti alla folla oceanica del Lincoln Memorial. Nel mezzo ci stanno tutti i neri di Maycomb, paesino inventato nel cuore dell’America più vera, che si alzano in piedi nell’aula di tribunale per onorare il passaggio del signor Atticus Finch, l’avvocato bianco di uno di loro. Atticus ha appena concluso un’arringa in difesa di Tom Robinson, ragazzo nero accusato di aver stuprato una giovane bianca di Maycomb.

Ora signori, nel nostro Paese i tribunali sono giusti e democratici e nei tribunali tutti gli uomini sono considerati eguali. Io non credo di essere un idealista se credo fermamente nell’integrità dei nostri tribunali e dei nostri giurati. Non si tratta di un ideale: è una realtà vivente ed operante.

Il buio oltre la siepe, del 1962, è tratto dal romanzo di Harper Lee, con cui l’autrice aveva da poco vinto il Pulitzer. Ambientato nei primi anni Trenta, il film tocca le corde più delicate della società americana: la discriminazione razziale; la diseguaglianza tra bianchi e neri; il sistema giudiziario che attua, più o meno consapevolmente, l’ingiustizia.

Atticus Finch (Gregory Peck) e sua figlia Scout (Mary Badham) in una scena iniziale del film
Atticus (Gregory Peck) e Scout (Mary Badham) all’inizio del film

Pochi e coraggiosi sono coloro che contrastano il sistema. I veri protagonisti, oltre all’avvocato interpretato da Gregory Peck, sono i due bambini: Jem e Scout. È il loro sguardo curioso, puro e incantato, a darci la chiave di lettura di tutta la vicenda. Le disavventure dei due piccoli, che culminano in quella che sarà la loro notte più memorabile, e il mistero intorno a Boo Ridley non sono altro che escamotage narrativi che ci guidano verso la più grande delle ingiustizie.

Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni. Se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista.

Il film, con tutti i limiti e le contraddizioni figlie dall’età, ha il merito di raccontare una storia nel momento in cui la Storia con la esse maiuscola veniva scritta. Più di mezzo secolo dopo, un uomo nero ha pronunciato per ben due volte il discorso di insediamento alla Casa Bianca. Nel 2016 la questione razziale può dirsi finalmente risolta

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